Observatory Plenary Meeting 2021: il punto sulle violazioni IP

di Lucia Toffanin

 Nei giorni scorsi si è svolto ad Alicante l’Assemblea annuale dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Un momento fondamentale per incontrarsi e discutere con la comunità IP europea dello stato dell’arte della lotta alla contraffazione. Un momento di confronto importante con i rappresentanti degli Stati Membri, del Parlamento Europeo e della Commissione, membri dell’EUIPO, rappresentanti del settore privato, della società civile e delle organizzazioni internazionali, in particolare per chi, come la sottoscritta, si è affacciato in questo mondo in piena pandemia e senza la possibilità di rafforzare il network IP.

Nelle stesse ore in cui ad Alicante si svolgeva la Plenaria, il Parlamento Europeo votava la Relazione sull’IP ponendo l’accento sull’importanza dell’IP per una concorrenza equa e sana per le imprese, soprattutto le PMI, le azioni di lotta alla contraffazione e le politiche per favorire gli investimenti in innovazione per la ripresa.

Molti i temi analizzati e scandagliati per approcciarsi in modi diversi alla tutela dei diritti IP attraverso azioni e politiche condivise: dall’enforcement all’EMPACT, dalla cooperazione internazionale alla consapevolezza dell’importanza della lotta alla contraffazione tra i decisori pubblici nazionali e l’educazione dei consumatori. Un’attenzione particolare poi per il programma di lavoro 2022 dell’Osservatorio, esaminando i progressi fatti e accogliendo gli spunti degli stakeholders presenti.

Permettetemi quindi alcune considerazioni.

È sempre più evidente il ruolo fondamentale dell’IP per la ripresa e la sostenibilità dell’economia europea, tuttavia il tema fatica ad inserirsi stabilmente nell’agenda politica nazionale se non con azioni spot. Lo dimostra il fatto che l’inserimento della tutela dei diritti IP nell’EMPACT 2022-2025 non ha ancora trovato a livello di Stati membri alcuna proposta applicativa e manca qualsiasi cenno sull’implementazione dell’Operational Action Plans (OAPs) relativo ai crimini IP.

L’inserimento dei diritti IP tra le priorità dell’EMPACT dà la stabilità di avere un faro acceso sul tema per quattro anni, sempre che non si trasformi in immobilismo. Perché non sempre consapevolezza del problema si traduce in conoscenza e azione. Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, richiamare il decisore nazionale su questa opportunità di azione e collaborazione soprattutto con EUROPOL che avrà tra le sue priorità proprio il contrasto alle violazioni IP.

Come? Inserendo sempre di più l’IP tra i temi “caldi” (a buon diritto) per la politica e i consumatori, mostrando i vantaggi di tutelare l’IP e i collegamenti con la lotta alla contraffazione per sostenere crescita economica, innovazione tecnologica e sostenibilità. Nel 2019, La Commissione europea ha stabilito come priorità l’azione sui cambiamenti climatici, promettendo di realizzare un Green Deal europeo con l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. E la proprietà intellettuale deve essere percepita come un importante fattore di successo nel raggiungimento di tali obiettivi: la creazione di nuove tecnologie, nuovi prodotti e servizi sempre più sostenibili. Su questo, invito a leggere i dati dell’ultima pubblicazione dell’Osservatorio Green EU Trade Marks, presentata in questi giorni, sulla frequenza con cui i marchi UE riflettono questioni relative alla protezione dell’ambiente e la sostenibilità.

I punti in agenda sono molti. Torniamo da Alicante consapevoli del grande lavoro che abbiamo davanti ma ottimisti perché molto è stato fatto dall’istituzione dell’Osservatorio, che resta un attore fondamentale per creare una strategia comune di azione.

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