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LA RIPRESA PASSA DALLA PROPRIETÀ INDUSTRIALE

Il MISE avvia una consultazione pubblica: INDICAM risponde!

di Lucia Toffanin

 

È il mantra che non ci stancheremo mai di ripetere: la proprietà intellettuale è un motore straordinario di sviluppo e di crescita, è un patrimonio che va protetto con grande attenzione e che viene minacciato in maniera crescente!

È fondamentale che la proprietà intellettuale acquisti sempre più una posizione di rilievo nell’agenda politica e siamo grati al Ministero dello Sviluppo Economico per aver condiviso le Linee di intervento strategiche al fine di aprire la consultazione pubblica e ricevere così input e suggerimenti da tutti gli stakeholders e portatori di interesse.

Le Linee di intervento pubblicate il 29 aprile scorso si inseriscono all’interno della riforma del sistema della proprietà industriale riportata nella Missione 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri. Inoltre, le Linee tengono conto di quanto indicato dal Piano di azione della Commissione UE “Sfruttare al meglio il potenziale innovativo dell’UE – Piano di azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE”, adottato il 25 novembre 2020. La tutela della proprietà intellettuale è un obiettivo sempre più transnazionale che deve avere nelle politiche europee un posto primario per far crescere e sostenere l’economia europea.

Il Ministro Giancarlo Giorgetti insieme al Vice Ministro Gilberto Pichetto Fratin (a cui sono delegate le iniziative e le attività relative alla lotta alla contraffazione, alla promozione e valorizzazione dei titoli di proprietà industriale), nella sua illustrazione ha affermato “Un moderno sistema di protezione della proprietà industriale rappresenta un elemento centrale nella definizione di una strategia di sviluppo e di politica industriale che mira a favorire la crescita economica del Paese. Per questo motivo il Mise e il Governo hanno deciso di inserire questa importante riforma nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che punta sugli investimenti in conoscenza e tecnologie innovative“.

Il documento in consultazione mira a promuovere la cultura dell’innovazione e degli strumenti di tutela e valorizzazione della proprietà industriale, delineando cinque obiettivi:

  • migliorare l’accessibilità al sistema di protezione
  • incentivare l’uso e la diffusione, in particolare da parte delle PMI
  • facilitare l’accesso ai brevetti e la loro conoscenza
  • garantire un rispetto rigoroso della normativa per contrastare la contraffazione e la pirateria
  • rafforzare il ruolo dell’Italia nei consessi europei ed internazionali.

Dal documento si evince l’urgenza di un intervento che contribuisca all’elaborazione di una politica capace di governare la rivoluzione digitale che sta cambiando l’intera società, introducendo strumenti in grado di sfruttare a pieno le potenzialità e di mitigarne i rischi. Si tratta di una rivoluzione che sta modificando l’economia tradizionale, trasformandola nell’economia della conoscenza. E in questo scenario, i diritti di proprietà industriale rivestono un ruolo cruciale poiché consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a beneficio alle imprese, soprattutto perché tecnologia e conoscenza sono divenuti fattori essenziali per la competitività e la crescita.

Il contributo che INDICAM ha offerto in questa occasione è come sempre a supporto delle attività del Ministero e si compone di osservazioni di carattere generale e spunti pratici derivanti dalla grande esperienza dell’Associazione e dal suo network nazionale e internazionale di esperti in materia. Per fare alcuni esempi, partendo dal primo capitolo sono stati molti gli spunti offerti per migliorare lo status quo: un sistema di PI a tratti poco accessibile, con procedure complesse, non pienamente adeguate all’era digitale. Sul tema delle attività per la promozione della cultura di PI, poi, INDICAM ha molto da condividere tenendo conto dell’alto numero di attività organizzate ad ogni livello per far sì che la consapevolezza sia trasversale e intergenerazionale (si pensi alla creazione del supereroe della proprietà intellettuale, IP HERO, protagonista delle campagne di sensibilizzazione per i più giovani). Per quanto riguarda l’incentivo alla conoscenza e diffusione, in particolare da parte delle PMI, delle opportunità offerte dalla protezione della PI, abbiamo ribadito con forza l’importanza di supportare l’accesso ai servizi di consulenza specialistica: INDICAM da lungo tempo sostiene una proposta tesa a istituire un credito d’imposta per le spese sostenute per la fruizione di prestazioni consulenziali di natura specialistica, una sorta di IP manager, finalizzate a contrastare la contraffazione di marchio e prodotto e a tutelare la proprietà intellettuale. Così come la proposta di rafforzare la rete di contatti e conoscenza a livello territoriale, con appositi programmi come IP& Territori: il progetto si pone l’obiettivo formare le imprese del territorio su temi di attualità e innovazione, rafforzando le strategie PI già in essere e valorizzando la PI come asset essenziale per l’integrità del business. Un progetto ambizioso e importante su cui multo stiamo investendo e speriamo diventi una best practice a livello nazionale.

Ancora, abbiamo ribadito con forza l’importanza di promuovere l’utilizzo e l’aggiornamento costante delle banche dati FALSTAFF e SIAC, per la condivisione delle informazioni di rilievo tra titolari di diritto e operatori dell’enforcement, ad oggi non sempre sfruttati appieno. È fondamentale un’attività di contrasto che sia coesa e favorire le sinergie tra gli operatori dell’enforcement: auspichiamo davvero che si arrivi ad un sistema di scambio di dati e informazioni integrato, sfruttando l’innovazione tecnologica e il mondo digitale.

E infine, l’importanza di rafforzare il ruolo dell’Italia a livello internazionale, sul piano multilaterale e bilaterale, a difesa delle priorità nazionali e degli interessi economici delle imprese. Riteniamo che l’Italia debba acquisire un ruolo leader a livello Europeo e internazionale sui temi della proprietà intellettuale: in particolare sui tavoli aperti in questo periodo il Digital Services Act (DSA) e l’EMPACT. Così come abbiamo ribadito la necessità che il nostro Paese si doti di un’adeguata rete di Attaché dedicati alla PI almeno nei Paesi a maggiore rischio. Questo già avviene in Paesi altrettanto competitivi, come Francia, UK, Germania, USA e Svizzera in taluni casi, avendo esperti PI rappresentativi del Governo e, quindi, del Sistema-Paese.

Per questi e molti altri contributi desidero ringraziare tutti coloro che hanno voluto inviarci i loro commenti e considerazioni per rendere esaustivo e puntuale il documento inviato al Ministero.

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INDICAM
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