BREVETTI E OPENSOURCE, UN FALSO CONFLITTO AI TEMPI DEL COVID19

di Lucia Toffanin

 

Il 27 maggio si è tenuto il webinar dal titolo “Brevetti e Opensource, un falso conflitto ai tempi del Covid 19”. L’evento online che ha avuto un’importante seguito ha visto confrontarsi rappresentanti dell’industria e esperti di proprietà intellettuale su un tema fondamentale e di grande attenzione in questi tempi: la necessaria e fondamentale tutela, anche brevettuale, dei risultati della ricerca scientifica in campo medicale e farmaceutico come spinta all’innovazione e alla rinascita del nostro Paese.

L’evento, moderato dal Consigliere di INDICAM, Avv. Antonio Bana, ha visto l’apertura dei lavori con una precisa esposizione da parte del Prof. Cesare Galli che ha posto a tutti noi un interrogativo, “quale domanda per il futuro?”. Proprio la crisi dimostra che IP è cuore dello sviluppo per la rinascita del paese. La sua riflessione ha toccato quindi un punto fondamentale e quantomai attuale: l’emergenza Covid-19 ci offre la possibilità di interrogarci sul ruolo e sul futuro della proprietà intellettuale e in particolare sul tema del rapporto tra diritto alla salute e brevetti. E questo viene proprio dal fatto che i vaccini, frutto di ricerche condotte dall’industria che proprio spinta dall’emergenza ha dato vita a una vera e propria gara dove i brevetti erano il “premio” della gara! E grazie a questa spinta i vaccini sono arrivati molto prima, e molto più numerosi, di quanto si prevedesse inizialmente (si pensi che all’OMS sono 280 i progetti di vaccini, anche se solo 4 hanno superato si test e sono attualmente in commercio). E proprio di questa spinta all’innovazione, e quindi dei brevetti, si ha ancora più bisogno ora e infuturo per fronteggiare le nuove sfide, non da ultimo le variabili al Covid-19. Pertanto, non si comprendono le iniziative di politici che vorrebbero indebolire la politica brevettuale, in un periodo dove invece l’iniziativa brevettuale del settore farmaceutico, e non solo di big pharma, deve essere sostenuta e può essere volano per l’economia soprattutto italiana, eccellenza in questo settore, proprio stimolate dal brevetto.

Ha fatto eco a queste parole l’intervento del Dott. Francesco Conti di Medtronic, azienda leader nel mondo per tecnologia medica, servizi e soluzioni per pazienti e operatori che proprio dall’emergenza ha imparato e proposto un ripensamento del sistema sanitario nazionale. Le informazioni al paziente sono un tema fondamentale per Medtronic: un sistema come quello italiano, ospedale-centrico, va ripensato. È fondamentale creare un link con il territorio tramite il tech e digitale. “Proprio in questo momento dove abbiamo la disponibilità con il recovery found di ripensare al futuro nel campo della salute, è necessario investire nella telemedicina con dispositivi attivi con sensoristica, nella medicina di precisione, personalizzata, e integrare parte ospedaliera con servizi territoriali”.

Quindi il Dott. Massimo Scaccabarozzi, AD di Janssen Italia e Presidente di Farmindustria, ha illustrato qual è il termometro della situazione, accendendo anche un faro sull’altra parte della medicina che non è covid.  Il settore farmaceutico, infatti, ha lavorato sotto pressione da subito, per trovare una soluzione alla crisi pandemica, ma senza tralasciare la pianificazione, la ricerca e la produzione sulle altre malattie. Come sottolineato, gli investimenti in ricerca non danno un risultato certo, e oltre ai profitti delle case farmaceutiche bisogna tenere conto dei costi, degli investimenti e dei “fallimenti”.

La tavola rotonda è stata chiusa dall’intervento dell’Avv. Luigi Fontanesi, che riportando l’attenzione sul tema dei brevetti ha fatto una disamina della nascita della tutela su vaccini e farmaci in generale, offrendo un quadro normativo e giurisprudenziale a livello nazionale e internazionale. Dal suo intervento è emerso come i diritti di brevetto costituiscano un incentivo alla commercializzazione spontanea del prodotto finale. E che tuttavia, gli accordi TRIPS dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, consentono di imporre licenze obbligatorie dei prodotti brevettati per garantire l’esportazione dei prodotti farmaceutici verso i Paesi meno sviluppati. Ad oggi l’istituto della licenza obbligatoria non è mai stato applicato in Italia e anche in Europa i casi di imposizione di licenze obbligatorie sono estremamente rari, mentre nei Paesi meno sviluppati questo istituto è largamente utilizzato.

In conclusione, togliere il brevetto non garantisce più produzione e sicurezza dei vaccini (si vedano il caso del vaccino russo o cinese). Devono rimanere saldi i meccanismi per la legittima protezione della proprietà intellettuale, evitando invece una «guerra al ribasso», in cui non vince il migliore, ma chi ha le migliori protezioni politiche per operare in regime di sostanziale monopolio.

In chiusura il Prof. Francesco Alberoni, Sociologo e Scrittore, ha dato alcuni spunti di riflessione importanti e posto un quesito, dove andiamo a finire? È come se nel mondo fosse avvenuto un battito, una pulsazione, una sistole violenta e diastole di ricomposizione. Dopo la caduta del muro di Berlino è crollato un impero e di colpo è scomparso un nemico. L’irruzione di internet scardina il sistema sociale e le relazioni interpersonali, punto di caos ed eccesso di disordine. La grande trasformazione nel mondo è divisa in due parti, fase distruttiva e espansiva e fase di riordino portato invece dal lockdown e da una regolamentazione molto stringente che ha costretto la società a seguire regole ferree. Una fase di ricomposizione del mondo, lontano dal caos precedente su tutto: comunicazione, ambiente, politica, relazioni interpersonali. Le élite in questo contesto hanno uno scopo di ricostruzione importante: guidare in modo ordinato la società.

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