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01 – INDICAM NEWS

IP CRIMES E PRIORITA’: AGIRE ORA

di

di Claudio Bergonzi

 

Quanto spesso nella community IP si è denunciato il livello, alto, di violazioni come dovuto alla mancanza di priorità data al contrasto? Quanto abbiamo discusso il fatto che in mancanza di questo focus l’attenzione data da istituzioni e legislatori non è adeguata?

Tutto ciò è dovuto a un complesso di considerazioni che devono portare i governi a identificare delle linee di azione volte non già a tutelare i titolari dei diritti IP, nel nostro caso, ma il più ampio e generale senso di cittadinanza e di comunità. La lotta agli stupefacenti, alla mafia, al traffico di esseri umani e di armi sono caposaldi del nostro vivere civile insieme. Sono punti su cui i cittadini per primi, la comunità, non derogherebbero mai. Accetteremmo di vivere in uno Stato in cui per il Governo non sia fondamentale combattere il traffico di esseri umani? Vorremmo essere parte di una comunità in cui la lotta alla mafia non sia un cardine dell’azione pubblica? Certamente no, non ci sentiremmo tutelati, protetti e difesi. Certo, per inciso, gioverebbe che poi alla lista di priorità i governi dessero reale follow-up, ma questa è un’altra storia (con piccola vena polemica) che non riguarda quanto qui si tratta.

Pertanto, tornado ai nostri IPRs, come e perché dovrebbero rientrare tra le priorità di contrasto?

Come: andando a incidere sui processi, nazionali ed europei, di definizione delle liste di priorità

Perché: perché stiamo parlando non di danni inflitti solo a voi che leggete, parte diretta in causa in quanto titolari di marchi, disegni e brevetti, ma in generale a tutta la comunità.

Cosa detta le linee prioritarie dei governi nel definire i rischi maggiori? Analisi varie e il fine ultimo di contrasto a grandi rischi, tra cui il crimine organizzato si pone in primo piano. I Governi, riuniti in EU in un’unica casa, discutono ogni quattro anni dei piani di contrasto al crimine organizzato, andando a identificare top priorities che devono condurre ad azioni efficaci di riduzione del rischio derivante dall’azione delle organizzazioni criminali.

Un processo estremamente complesso, che l’Unione vuole guidare con dovizia di analisi e di dettaglio perché si tratta di una vera, importante, attività di armonizzazione. 27 governi, con 27 situazioni diverse e 27 sensibilità diverse sui temi trattati, devono trovare un accordo su cosa identificare come alto rischio criminale per i quattro anni successivi. Capite bene quanto importante sia la partita, cosa da questo piano possa derivare. Un illecito inserito nelle top priorities avrà sempre, quindi, un livello di importanza nel contrasto che un problema non in lista non potrà ottenere. Semplificando: identificate dieci priorities, dall’undicesima in poi si potrà sperare in uno sprazzo di attenzione più dettata dalle singole sensibilità che da vere e organizzate attività di contrasto.

In Europa stiamo in questi mesi nel pieno avvio della prima fase di collezione, in ogni Stato membro, delle priorità. Stiamo anche raccogliendo dati che siano a sostengo delle priorità e, qui la buona notizia, la comunità IP intesa in senso esteso si è mossa bene e molto decisa per fare in modo che gli IP infringements siano fatti rientrare tra le priorità del prossimo piano EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats). Sarebbe la svolta, non potendo più, quindi, metterli in secondo piano. Non sarebbe più giustificato quanto ci siamo sentiti troppe volte dire, anche durante i nostri incontri con le forze dell’ordine “eh, certo, ma noi dobbiamo dare priorità agli stupefacenti…” (giusto a titolo di esempio).

Molto si basa sulla volontà degli Stati, il prossimo febbraio in sede di Consiglio, di far convergere la loro attenzione su crimini che saranno identificati come ad alto rischio.

Crediamo fortemente, ovviamente, che gli IP infringement siano da includere nel prossimo EMPACT. Come noi vi crede EUIPO, che ha da subito fatto molto per alzare il tono della discussione. Ed è sulla base anche di quanto discusso con l’ufficio Europeo che INDICAM ha deciso di organizzare una International Conference sul tema. Essendo forti sostenitori del networking, abbiamo subito voluto coinvolgere altri compagni di viaggio che hanno aderito con entusiasmo. Quindi sono con noi, come organizzatori, anche MISE e Unicri, oltre al già citato EUIPO. Identificando una data inserita in un contesto fortemente evocativo come la “settimana anticontraffazione” organizzata dal MISE. Quindi la nostra conferenza internazionale si terrà il 21 ottobre, in virtuale naturalmente.

Ci siamo concentrati, quindi, sui temi da trattare. Per dimostrare la connessione tra IP crimes e crimine organizzato era necessario coinvolgere attori di comprovata esperienza, facendoli parlare di temi legati a infiltrazione, riciclaggio di denaro, lavoro nero e cooperazione internazionale.

Il formato che ci è più piaciuto e su cui abbiamo strutturato la conference è stato quello delle round table. Saranno due; la prima incentrata su connessioni reali tra IP infringements e crimine organizzato, money laundering e sfruttamento del lavoro, mentre la seconda vedrà affrontare il tema del coordinamento internazionale alcune interessanti prospettive nonché best practices efficaci.

Stiamo ottenendo ogni giorno un’adesione sempre maggiore alla conference da parte degli speaker coinvolti. Avremo il piacere, dunque, di ascoltare la DNA (Direzione Nazionale Antimafia), tutte le forze di polizia Italiane, l’Agenzia delle Dogane, i Ministeri di Giustizia e degli Interni, Interpol, Europol, Olaf, FBI, US government, US national IPR coordination Center e esperti del mondo accademico USA. Unicri sarà moderatore e con noi si occuperà di redigere il position paper che nei giorni successivi il 21 ottobre sarà veicolato sui policy makers e sulla stampa.

Vogliamo essere protagonisti in questo importante processo, che può vedere gli IP infringements tornare a essere priorità di azione anti-crimine Europea. Vogliamo da qui, dall’Italia che meglio di altri Paesi ha da raccontare quanto radicate e reali siano le connessioni tra gruppi criminali e contraffazione, alzare il livello di attenzione e non abbasseremo la guardia nei confronti del nostro governo che deve, questa volta con decisione, essere uno dei più attivi a Bruxelles quando ci sarà la discussione finale.

Questa International conference non è un seminario come gli altri, ma l’occasione fondamentale per portare gli IPRs al livello di attenzione e di protezione che deve essere loro dedicato. Nei prossimi giorni riceverete il programma definitivo dell’evento; vi invito a partecipare, con convinzione e attenzione, perché la comunità IP deve dimostrarsi compatta e unita nel sostenere questa priorità.

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