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01 – INDICAM NEWS

CONTRAFFAZIONE E PIRATERIA: stato dell’arte dopo 2 anni di legislatura

di

A cura di FB&Associati

 

Iniziative del Governo

DDL Agropirateria

A febbraio 2020, nel momento in cui veniva adottato il primo Decreto-Legge sul Coronavirus (era il 23 febbraio), il Consiglio dei Ministri del 25 febbraio approvava un disegno di legge recante “Nuove norme in materia di illeciti agro-alimentari[1] che introduce la fattispecie di reato di agropirateria e amplia quello già esistente di frode, con l’eventualità del ricorso – abusivamente – a marchi e segni distintivi. Fra le condotte illecite che la rivista fattispecie di frode intende sanzionare, rientrano i casi di falso biologico e di falsa indicazione di origine. Ricordiamo che quando un prodotto contiene meno del 95% di biologico, il simbolo riconducente al biologico non può essere riportato sull’etichetta ma si può comunque indicare nella lista degli ingredienti, in riferimento a ciascuno di essi. L’ampliamento del reato di frode è stato previsto con l’ottica di tutelate non solo il biologico ma anche e soprattutto il “marchio” Made in Italy da quelle pratiche, come l’italian sounding, che ne danneggiano la reputazione.

Nel DDL –assegnato alla Camera dei Deputati a fine aprile– vi sono parti come la donazione delle merci sequestrate che dovranno essere discusse ed espunte poiché figlie di un’impostazione errata che non tiene in debita considerazione i risvolti pratici di tale condotta.

Il Disegno di legge ha la doppia firma del Ministro della Giustizia, Bonafede (M5S), e della Ministro dell’Agricoltura, Bellanova (IV), e prende ispirazione dai lavori del Magistrato Gian Carlo Caselli, Presidente, non a caso, dell’Osservatorio sulle Agromafie e dell’Associazione Libera.

Legge Europea 2019

Il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare, per poi inviarla alle Camere, la Legge Europea 2019, che contiene il recepimento di alcune norme di diretta attuazione volte a garantire l’adeguamento dell’ordinamento nazionale all’ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea. In una bozza del DDL di Legge Europea datata 20 gennaio, all’articolo 15 c’è una norma sulla “Razionalizzazione della normativa sanzionatoria applicabile ai casi di introduzione nel territorio dello Stato di piccoli quantitativi di merce contraffatta da parte del consumatore finale”, tale impostazione serve a sanzionare anche l’arrivo in Italia di piccoli quantitativi di merce per consumo privato, ma contraffatta. Il testo è una bozza poiché il Consiglio dei Ministri non ha ancora esaminato il provvedimento e per adempiere agli obblighi derivanti dall’adesione all’UE il DDL dovrà essere approvato non appena possibile.

L’attività in Parlamento: numerosi DDL e un interesse bipartisan

Il Parlamento ha, dal canto suo, cercato di dare risposta ai fenomeni della pirateria e della contraffazione. Ad esempio, già ad inizio legislatura, aprile 2018, la Senatrice Fattori (Gruppo Misto) ha presentato un disegno di legge dal titolo: “Nuove norme in materia di reati agroalimentari[2]. Tuttavia, benché assegnato ad ottobre scorso alla Commissione Giustizia in sede referente, il suo esame non è ancora iniziato. Inoltre, a luglio 2018 la Senatrice De Petris (LeU) ha presentato la proposta di “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell’agropirateria e della violazione delle normative concernenti il commercio interno ed internazionale dei prodotti agroalimentari e del mare”[3]. Anche in questo caso, all’assegnazione in Commissione Agricoltura, non è seguito l’avvio dell’esame. Spostando l’attenzione alla Camera dei Deputati, a giugno 2018, l’On. Laura Paxia (M5S) ha presentato una proposta per l’”Istituzione dell’Agenzia nazionale per la tutela dei prodotti italiani e dei diritti di proprietà industriale”[4]. Complice il fatto che fosse l’unica firmataria e di una scarsa condivisione, il disegno di legge non è stato neanche assegnato.

Poche settimane dopo, tuttavia, la stessa On. Paxia presentava una proposta di delega al Governo recante  “Modifiche al codice penale, al testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e altre disposizioni in materia di contrasto della contraffazione e del contrabbando, di tracciabilità e di etichettatura, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle leggi in materia di tutela dei prodotti nazionali e l’istituzione del marchio “100% Made in Italy”[5]L’esame questa volta è iniziato in Commissione Giustizia ed è continuato fino a dicembre 2019 quando sono stati auditi informalmente anche i rappresentanti di INDICAM che avevano chiesto attenzione per la tutela dei marchi di servizio (rispetto ai profili penalistici) nonché per i brevetti e disegni industriali e avevano sollevato – già illo tempore – una maggiore responsabilizzazione delle piattaforme online. Da ultimo, a tal riguardo, l’Autorità per la Concorrenza (AGCM) è dovuta intervenire più volte per la chiusura preventiva di siti che promuovevano farmaci contraffatti.

Infine, a ottobre 2019, l’On. Capitanio (Lega) ha presentato un DDL recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante le reti di comunicazione elettronica[6], assegnato a gennaio alle Commissioni riunite Cultura e Trasporti; esso prevede che gli operatori di servizi di hosting devono essere parte attiva e determinante nell’eliminazione definitiva dei contenuti illeciti, adeguando l’articolo 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, all’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE «direttiva sul commercio elettronico». Gli hosting provider, quindi, sono obbligati a intervenire non appena a conoscenza della natura illecita dei contenuti messi a disposizione dai propri servizi. Secondo il ddl si rende necessario passare alla pratica del «notice and stay down»: quando un hosting provider riceve un avviso dal titolare del diritto relativo a un’opera, il fornitore deve con immediatezza prendere misure per assicurare che tutte le copie di quell’opera (indipendentemente da quale URL di collegamento è associato) vengano rimosse e che ulteriori copie di tale opera non vengano caricate in futuro. L’aspetto principale della proposta è, dunque, provvedere a una maggiore responsabilizzazione degli hosting provider e avviare un serio discorso di modifica della normativa riferita alla loro proattività nel controllo dei contenuti illeciti.

[1] http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-32/14188
[2] http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/49434.pdf
[3] https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/339815.pdf
[4] https://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=1932&sede=&tipo=
[5]https://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.1011.18PDL0024830&back_to=https://www.camera.it/leg18/126?tab=2-e-leg=18-e-idDocumento=1011-e-sede=-e-tipo=
[6]https://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.2188.18PDL0078960&back_to=https://www.camera.it/leg18/126?tab=2-e-leg=18-e-idDocumento=2188-e-sede=-e-tipo=

 

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