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01 – INDICAM NEWS

Proprietà intellettuale e food: cosa tutelare e come difendersi nel settore agroalimentare?

di

di Mariachiara Anselmino

Il settore agroalimentare è il primo settore industriale italiano e nel nostro Paese vale circa il 25% del PIL. Una forza trainante per l’economia nazionale ed emblema di una produzione nostrana di eccellenza conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

In collaborazione con la Camera di Commercio di Torino abbiamo voluto aprire uno spaccato su questo mondo così composito, che raccoglie una larga fetta di aziende che investono massicciamente in ricerca e sviluppo per rendere i propri prodotti distintivi sul mercato e che sempre più spesso rischiano di vedere svilito il proprio nome e la propria produzione a causa di condotte illecite che intaccano la loro proprietà intellettuale.

È stata quindi realizzata un’intera giornata dedicata al tema, condita con podcast di interviste ad esperti del settore su svariati argomenti, dall’esperienza aziendale di un big come Ferrero spingendosi fino alla tutela nel mondo della ristorazione e degli chef, dall’impatto della Brexit sulle denominazioni d’origine al rapporto tra food e commercio digitale nel corso dell’attuale pandemia.

Cuore di questa apertura sul settore agroalimentare sono state le due tavole rotonde che hanno guardato rispettivamente al mondo food dalla prospettiva della tutela – indagando nella prima il ruolo della proprietà intellettuale come strumento per proteggere ma anche comunicare la qualità dei prodotti, analizzando l’importanza della protezione delle indicazioni geografiche sia in Italia che all’estero e il considerevole gravame della contraffazione che costantemente danneggia l’immagine delle aziende del settore con riverberi importanti sul piano della salute e sicurezza dei consumatori e dell’economia nazionale -; mentre la seconda roundtable ha guardato alle regole che un’azienda deve seguire in materia di etichettatura alimentare, alla casistica giurisprudenziale che si è sviluppata nel tempo sui claim nutrizionali e salutistici che volontariamente le imprese appongono sui propri prodotti causando, non infrequentemente, interessanti controversie legali e infine ai profili di responsabilità in ambito informativo rispetto ai consumatori.

Il format “tavole rotonde” porta con sé il pregio di creare confronti dinamici tra le parti, in un dibattito che si autoalimenta attraverso le riflessioni e gli spunti che ciascuno speaker apporta alla conversazione; il mondo food, così ampio, variegato e dalle molteplici implicazioni sul piano giuridico, economico, della salute, della comunicazione, ma anche dell’identità di un Paese, non poteva che meritare uno spazio di vivace contraddittorio pari a quello cui abbiamo assistito grazie ai vari interventi dei nostri relatori.

In vista del Salone del Gusto 2020, anche se dal sapore diverso quest’anno a causa della corrente situazione sanitaria, insieme alla Camera di Commercio di Torino che da tempo ci accompagna in iniziative di alto livello sui temi dell’IP, abbiamo voluto così addentrarci nell’universo dell’agroalimentare così prezioso per il nostro Paese, per arrivare a capire, ancora una volta, come la proprietà intellettuale costituisca uno strumento irrinunciabile non solo per la protezione di quei segni distintivi dell’impresa che altrimenti rischierebbero di essere sminuiti e deprezzati a causa di contraffattori e in generale dei “bad actors” presenti sia offline che sulla rete, ma per l’integrità stessa del business, che oggi più che mai è messa a dura prova dalle innumerevoli sfide del nostro tempo.

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