LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE SUL TERRITORIO: DAL RAPPORTO CENSIS-MISE 2021 AL PROGETTO IP&TERRITORI

di Lucia Toffanin

L’importanza della collaborazione tra vari livelli istituzionali (MISE-enti locali e forze di polizia) e la sinergia pubblico privato per il contrasto alla contraffazione, questi i messaggi importanti che ci portiamo a casa dopo l’evento di presentazione del Rapporto conclusivo sulla contraffazione in 20 province italiane Censis-MISE 2021.

Obiettivo del report è stato quello di fornire indicazioni operative per la stesura di possibili Piani di intervento provinciali articolati secondo gli ambiti individuati all’interno delle Linee guida in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno della contraffazione. L’esigenza, infatti, è quella di individuare iniziative anticontraffazione che rispondano effettivamente ai bisogni del territorio, rendendo partecipi e responsabili nella programmazione e nell’attivazione degli interventi il maggior numero di organismi, sia pubblici che privati. E proprio questo report offre la possibilità di conoscere le caratteristiche peculiari del fenomeno della contraffazione a livello locale, dei settori maggiormente a rischio, delle connessioni con il contesto socio-economico, dei legami con altri fenomeni di illegalità, ma anche delle buone pratiche di contrasto e di prevenzione già attivate da soggetti pubblici e privati.

Le 20 province/città metropolitane in cui è stata condotta rappresentano il 41,5% della popolazione italiana e i territori si diversificano sia per la tipologia di prodotti che per i canali di vendita utilizzati dai venditori di merce contraffatta. Sulla base di quanto emerso dalle analisi, le 20 province/aree metropolitane analizzate sono state raggruppate in tre cluster: produzione, logistica e commercializzazione, a seconda dell’attività della filiera della contraffazione che le rappresenta maggiormente. Questo non significa che sui singoli territori non siano presenti anche le altre attività: in particolare, la vendita di prodotti falsi è fenomeno presente e significativo in tutte le aree esaminate. In particolare, però, appartengono al gruppo della produzione tre province in cui le organizzazioni criminali si sono specializzate nella produzione e nella rifinitura di merce contraffatta: Napoli, Firenze e Prato.

Ovviamente il Covid-19 ha profondamente modificato il panorama e non sono banali le ripercussioni profonde che si sono avute sui consumi, attraverso nuove modalità di acquisto, con una crescita esponenziale dell’e-commerce, e un cambiamento anche nei beni acquistati. Anche il mercato della contraffazione si è adattata alle nuove tendenze, aggiornando il modus operandi dalla filiera all’approvvigionamento delle materie prime fino alla vendita finale, così che l’offerta si è decisamente spostata sul mercato online.

E in questo quadro si inseriscono le attività di INDICAM di formazione sui temi IP e di contrasto alla contraffazione: i trainings rivolti alle imprese e in particolare alle PMI, agli operatori del settore (avvocati, consulenti IP) e a tutte le forze dell’ordine e funzionari delle Dogane che ogni giorno hanno a che fare con il mercato illecito. Sono programmi che si misurano con le diverse realtà locali perché si tengono in tutto il territorio nazionale e riguardano anche altri organismi associativi come le Camere di commercio o le Assindustrie locali. È proprio partendo dall’esigenza di formazione e aggiornamento delle agenzie di enforcement da un lato, e di informazione e condivisione dei dati dei titolari dei diritti, che si sviluppa il PRM – Police Relathionship Management dal 2016, poi esteso alle Polizie Locali, le collaborazioni con le Camere di Commercio e con ANCI.

In questa scia nel 2021 è stato lanciato un nuovo progetto, IP & Territori, rivolto alle PMI e partito con il primo modulo per Assindustria Veneto centro, con il quale esperti hanno discusso dell’importanza della tutela dei prodotti per favorire innovazione e competitività delle aziende, anche e soprattutto sui mercati esteri. IP & Territori è un progetto che potrebbe diventare una best practices a livello nazionale, come già successo con il progetto Camere di Commercio, organizzato da INDICAM in seno all’allora CNAC. Nel 2021, infatti, INDICAM vuole stabilire contatti e proporre formati di erogazione contenuti a organismi industriali territoriali (Unindustria principalmente) al fine di creare collegamenti con le imprese altrimenti distanti dai classici «poli» di Milano e Roma. Target del primo anno di questa attività sono territori già significativi in termini di imprese, un tipo di imprese maturo ma (probabilmente) meno avanzato in materia di IPRs. Attraverso questo servizio, INDICAM si pone ancora una volta come hub di conoscenza e confronto sui temi della Proprietà Intellettuale al servizio degli organismi industriali territoriali. Un servizio di formazione che intende creare una rete e condividere contenuti di alto livello tra le imprese locali e la comunità IP rappresentata in INDICAM. Il progetto si pone l’obiettivo formare le imprese del territorio su temi di attualità e innovazione, rafforzando le strategie IP già in essere e valorizzando l’IP come asset essenziale per l’integrità del business.

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