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01 – INDICAM NEWS

Gruppo di lavoro Sostenibilità – La seconda edizione della collana editoriale INDICAM “Sostenibilità e tutela ambientale: sfide per la comunità IP” is out!

di Giovanni Gumina

NL 01.2024

Una pubblicazione INDICAM sul tema della sostenibilità ed un evento di presentazione del libro. Qualcuno potrebbe chiedersi: “Dov’è l’elemento distintivo di questo lavoro editoriale?”.

A tale domanda – assolutamente lecita – risponderemmo che l’evento di presentazione di martedì 23 gennaio è stato un momento ricco e stimolante, non solo perché è riuscito nell’intento di accrescere la curiosità del pubblico, ma anche perché ha permesso di cogliere la cifra delle sfide (il plurale non è casuale!) che la comunità IP ha davanti.

In questo progetto editoriale, la scelta di INDICAM è stata quella di far emergere il tema della trasformazione dello scenario culturale sui temi della tutela ambientale, sottolineando il profondo legame tra il mondo della proprietà intellettuale e quello della sostenibilità.

L’evento, aperto ai soli associati INDICAM, ha visto la presenza di due tavole rotonde moderate da due degli autori del libro, ovvero Gianluca De Cristofaro (LCA) e Camilla Di Fonzo (Greenberg Traurig Santa Maria).

Entriamo allora un po’ nel vivo della discussione. La prima tavola rotonda ha offerto al pubblico una panoramica molto interessante circa i recenti aggiornamenti normativi.

Ad aprire la prima tavola rotonda è stata Marina Savio (LCA) che ha approfondito la tematica dei Green Claims e del Greenwashing partendo dalle prime decisioni fino alla proposta di Direttiva. Da parte sua vi è stato anche un utile rimando dovuto alla recente approvazione (in prima lettura) della proposta di Direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori da parte del Parlamento Europeo.

Ed ecco, allora, che il nesso con il contributo di Mauro Delluniversità (SIB) focalizzato sul tema dell’etichettatura sostenibile e dell’etichettatura di sostenibilità è stato naturale. Ci si è chiesto, tra le altre cose, quale sia il rapporto tra etichetta e marchio, quali attenzioni debba porre un’azienda quando accanto al suo marchio “vivo” posiziona un’etichettatura legata alle tematiche green.

Si è passati poi dalla comunicazione aziendale del proprio brand, allo sviluppo del proprio prodotto. Su questo punto, grazie al contributo di Luigi Fontanesi (Greenberg Traurig Santa Maria), è emerso quanto sia importante la progettazione ecocompatibile dei prodotti al fine di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione Europea.

Hanno seguito le valutazioni del ciclo di vita del prodotto e delle peculiarità dello stesso. Non potevamo allora non approfondire, assieme a Matteo Biondetti (KPMG), il tema dei sistemi di controllo e di vigilanza sul rispetto dei requisiti minimi della responsabilità estesa del produttore. Molte sono le novità normative che si prospettano nello scenario domestico, in particolare per i produttori operanti nel settore tessile.

La seconda tavola rotonda ha invece racchiuso un insieme di esperienze eterogenee di diverse realtà, legate dal filo rosso della sostenibilità e tutela IP. Ad aprire la discussione una riflessione di Flavia Zarba (Sparco), che ha posto un accento molto interessante circa l’impatto della contraffazione in relazione alla responsabilità di impresa e i parametri ESG. Assieme a Claudio Pastoris (Sparco), si è poi approfondito l’impegno dell’azienda che negli anni ha saputo coniugare il tema della tutela ambientale con quella della sicurezza dei consumatori.

A seguire due altri case-study molto interessanti. Il primo di BAT Italia con il progetto dell’Innovation Hub di Trieste, testimoniato da Massimo Colognesi (BAT Italia), il cui investimento rappresenta la sfida dell’azienda nei termini di innovazione e visione per un “futuro migliore”. Il terzo case study ha affrontato un quesito che per INDICAM è centrale: quale impatto ha la contraffazione sulla sostenibilità e come incide la supply chain del contraffatto sull’azienda? A fornire una risposta è stato Pietro Gagliano (Countercheck), realtà che sta investendo molto per esplorare tale tematica.

All’interno del volume, si è deciso anche di ritagliare uno spazio al mondo “digital”, che sappiamo ormai avere un rilevante impatto ambientale. Con Margherita Stucchi (Martini Manna & Partners) si è discusso infatti del rapporto tra NFT e impatto ambientale, cercando di fare luce sulle cautele che le aziende dovrebbero intraprendere quando scelgono di acquistare NFT.

Infine, tornando al settore tessile, Sara Citterio (Trussardi) ha evidenziato i rapporti e le conflittualità esistenti tra i diritti di proprietà intellettuale e il mondo crescente del second-hand e delle pratiche di upcycling, ovvero di riuso creativo.

È chiaro, quindi, alla luce dei preziosi contributi di questo volume, quanto sia forte l’intreccio tra la tutela IP e tutela ambientale, non già perché il fenomeno della contraffazione è deleterio per la salute dei cittadini e la salvaguardia ambientale, ma anche per un fatto complementare molto semplice: i brand, le aziende, che desiderano differenziarsi nel mercato devono necessariamente prestare sempre maggiore attenzione alla propria responsabilità sociale, con l’obiettivo di rispondere alle sfide del futuro e del presente.

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