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01 – INDICAM NEWS

“E gruppo di lavoro design sia!” – Normativa europea sulla tutela dei disegni e modelli – focus sulla tematica dei prezzi di ricambio

di INDICAM

NL 11.2023

Lo scorso mese di luglio la Commissione Europea pubblica il testo con cui ha recepito le indicazioni delle consultazioni ultime del gennaio 2023, a seguito della proposta di riforma della Direttiva e del Regolamento Design, quest’ultima presentata nel novembre 2022. Ovviamente, INDICAM ha fin da subito posto la massima attenzione sugli sviluppi dell’iter normativo.


Ed è sulla scia di questi eventi che il gruppo di lavoro Design ha deciso di riunirsi, in presenza, lo scorso 22 novembre. Già dal dicembre 2018, quando la Commissione Europea apriva una consultazione pubblica al fine di verificare se e come doveva essere modificata la normativa sul design (Direttiva 98/71CE e Regolamento (CE) 6/2002), INDICAM si era attivata partecipando alla consultazione. Lo fece assieme alle associazioni e organizzazioni di categoria rappresentative degli interessi dei design rightholders, agli avvocati e ai consulenti legali nel campo del diritto dei disegni e modelli, ed al mondo accademico.


La riunione del gruppo di lavoro, coordinata dagli avvocati Casucci, Cazzaniga e Guglielmetti che ringraziamo della collaborazione, è stato un momento prezioso perché ha risposto ad un’esigenza molto pratica per le aziende titolari del D&M particolarmente interessate alla tematica dei pezzi di ricambio: sarò più o meno tutelato se la proposta di riforma dovesse essere emanata allo stato attuale?


A porsi questa domanda dalla risposta di certo non immediata sono state diverse aziende provenienti dai mondi che INDICAM rappresenta: dall’automotive al food, dalle aziende ad alta connotazione ingegneristica all’occhialeria e all’arredamento.


Lo scopo dell’incontro era davvero quello di permettere ai professionisti d’azienda, che si occupano tutti i giorni di questa tematica, di essere non solo aggiornati sui lavori del legislatore europeo e gli sviluppi dell’iter normativo, ma di potersi confrontare con le altre realtà aziendali, raccontare la propria esperienza e sollevare le proprie criticità. Questo lavoro non sarebbe però possibile se non vi fossero professionisti disposti a fare sintesi e veicolare nelle sedi opportune le istanze provenienti dal mondo dell’industria.


L’importanza della tematica dei pezzi di ricambio prodotti da aziende terze, non titolari dei diritti sul disegno e modello del prodotto complesso originale, è ben presente a tutte le aziende che producono prodotti complessi. In particolare, i dati presentati dal report 2022 (consultabile qui) dell’agenzia europea dell’ambiente dimostrano come il mercato dei pezzi di ricambio abbia una notevole rilevanza nei settori più disparati, e che le dimensioni del settore “ricambi” di imprese indipendenti sono davvero consistenti. Tra tutti, chiaramente spicca il settore dell’automotive, che ha la quota più alta nei termini di spesa da parte dei consumatori europei.


Tra i nodi critici e le richieste da mettere in luce sono emerse diverse questioni riguardanti non solo la tutela dei disegni e modelli, ma anche quelle riferite alla sicurezza del prodotto e alla responsabilità connessa del produttore in caso di danno arrecato all’utilizzatore. In ragione di tali preoccupazioni, ad esempio, si è sottolineata la necessità di prevedere obbligatoriamente l’indicazione dei riferimenti dell’importatore e del produttore sui pezzi di ricambio. Anche nell’ottica di salvaguardare gli interessi dei consumatori, mantenendo ferma la possibilità del compratore di scegliere liberamente quali prodotti acquistare e in che modalità. Infine, potremmo dire che il dibattito in corso riguarda due posizioni opposte: da una parte, si mira ad una maggiore liberalizzazione del mercato dei pezzi di ricambio da parte di imprenditori indipendenti, dall’altra si auspicano precisi limiti alle aziende indipendenti che producono e commercializzano solo alcuni componenti di un prodotto complesso.


Siamo certi che il livello d’attenzione alla tematica rimarrà estremamente alto e che insieme si possa costruire una posizione costruttiva e di sintesi tra le esigenze dell’industria e del diritto comunitario.

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