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01 – INDICAM NEWS

IP rights sotto l’albero: tutela e regole per un Natale a norma di legge

di Legance

Le festività natalizie rappresentano un’occasione privilegiata per la diffusione di contenuti culturali e commerciali. Tuttavia, il crescente utilizzo di opere iconiche – dai brani musicali alle immagini simboliche – solleva una serie di questioni legali in materia di diritto d’autore e proprietà industriale. In questo breve articolo, esploreremo quattro ambiti di particolare rilevanza nel panorama giuridico italiano, analizzando il quadro normativo vigente.

In primo luogo, durante il periodo natalizio è comune che vengano venduti oggetti promozionali legati a immagini e brani musicali iconici. La disciplina applicabile al merchandising rientra sia nella Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941, di seguito “l.d.a”) sia nel Codice della Proprietà Industriale (D.lgs. 30/2005, di seguito, “c.p.i.”).

Le immagini di copertine di album o illustrazioni sono automaticamente protette dal diritto d’autore, come opere artistiche (art. 2, l.d.a.), non appena vengono create. Tale protezione si estende anche alla possibilità di sfruttare commercialmente queste opere, per esempio, nel merchandising.

Chi desidera riprodurre tali immagini su magliette, tazze o altri prodotti deve ottenere l’autorizzazione dai titolari dei diritti (generalmente, l’autore o l’editore). Tale autorizzazione può essere rilasciata attraverso una licenza, che specifichi il tipo di sfruttamento consentito, il territorio e la durata.

Prendiamo il caso di una famosa copertina natalizia, come quella di “A Charlie Brown Christmas” (1965), che raffigura i personaggi del cartone animato. L’uso di quest’immagine per prodotti come tazze, magliette o calendari senza il permesso del titolare dei diritti d’autore costituirebbe una chiara violazione dei diritti di utilizzazione esclusiva dell’autore. Per utilizzarla legalmente, l’azienda che desiderasse produrre questi oggetti dovrebbe negoziare con i titolari dei diritti o acquisire una licenza per la vendita.

Altrettanto, l’immagine o il logo registrato come marchio – come spesso accade per immagini e loghi associati a brani o personaggi natalizi – è protetto da usi non autorizzati dall’art. 7 c.p.i.. Il titolare del marchio ha il diritto esclusivo di sfruttare l’immagine o il simbolo per scopi commerciali. Chi utilizza tali segni senza consenso potrebbe incorrere in una violazione del marchio, con conseguenze civili e penali (artt. 20 e 131 c.p.i.).

In secondo luogo, nel corso delle festività natalizie, i social media vengono inondati da video di utenti che utilizzano le più famose canzoni natalizie come sottofondo, nonché da cover e remix delle stesse.

Questi contenuti, definiti “user-generated content” (UGC) – i quali possono avere scopi amatoriali o anche commerciali – se contengono brani musicali sollevano problematiche in relazione alla violazione del diritto d’autore, in particolare dei diritti esclusivi di riproduzione (art. 13 l.d.a.), comunicazione al pubblico (art. 16 l.d.a.) e di elaborazione (art. 18 l.d.a.).

Riguardo ai contenuti aventi scopo commerciale, si pensi al caso alcune piattaforme – come YouTube – che offrono sistemi di monetizzazione flessibili, che consentono ai titolari dei diritti di guadagnare sulla base del numero di utenti che visualizzano i contenuti, nonché, ancor più rilevante, quello dei contenuti pubblicitari postati da influencers, per i quali i social sono diventati veri e propri workplaces.

Ebbene, le più importanti piattaforme social, come YouTube, Instagram o TikTok, hanno accordi con le società di gestione collettiva dei diritti, come la SIAE in Italia, che permettono agli utenti di caricare contenuti musicali senza violare i relativi diritti d’autore, visto che un compenso viene corrisposto da parte delle piattaforme ai titolari dei diritti attraverso la monetizzazione.

In terzo luogo, molti brand utilizzano canzoni natalizie celebri come sottofondo musicale per campagne pubblicitarie o video promozionali. In questi casi, l’utilizzo rientra tra le attività commerciali e richiede specifiche licenze. Prendiamo come esempio un brand che utilizza la famosa canzone “Last Christmas” dei Wham! in un video pubblicitario per una campagna natalizia.

Una delle licenze necessarie per l’uso della musica in un video promozionale è la licenza di sincronizzazione, che consente di “sincronizzare” la musica con le immagini. Esiste poi la licenza di esecuzione, la quale consente l’utilizzo della musica nei contenuti diffusi al pubblico. In Italia, questi diritti sono gestiti in parte dalla SIAE e in parte dai produttori de fonogrammi, che detengono i diritti sul master della registrazione.

I brand che desiderano utilizzare canzoni protette devono ottenerle entrambe per non rischiare di incorrere in richieste di risarcimento danni ai sensi dell’art. 158 l.d.a., oltre ad ingiunzioni alla rimozione dei contenuti.

Infine, scuole, chiese e associazioni organizzano spettacoli e recital che includono brani natalizi protetti. Anche in questi casi si applica la disciplina del diritto d’autore, ma vi sono alcune eccezioni rilevanti. Ai sensi dell’art. 15 l.d.a., le esecuzioni pubbliche che avvengono senza scopo di lucro possono essere esentate dal pagamento dei diritti d’autore, purché non vi sia alcuna finalità commerciale e gli interpreti non ricevano compensi. Tuttavia, è comunque necessario ottenere un’autorizzazione preventiva per l’esecuzione pubblica. Gli spettacoli organizzati da enti religiosi, in particolare durante le celebrazioni natalizie, possono beneficiare di ulteriori esenzioni, purché rientrino nelle attività di culto e rispettino i requisiti di gratuità. In ogni caso, è consigliabile consultare la SIAE o altri enti preposti per evitare contestazioni.

In conclusione, le festività natalizie, con la loro ricca tradizione culturale e commerciale, mettono in evidenza l’importanza di un utilizzo consapevole delle opere creative. L’applicazione rigorosa del diritto d’autore e della proprietà industriale non rappresenta solo un obbligo legale, ma un elemento essenziale per garantire equilibrio tra innovazione, rispetto dei creatori e libertà di fruizione.

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Author: INDICAM Member

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