di Giovanni Casucci, Dentons
Chapter 4 ha depositato domanda di registrazione per il RED BOX LOGO in Cina per la prima volta nel 2014.
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Dopo l’iniziale rifiuto, ha superato la fase amministrativa di ricorso fino a superare la prima fase di esame. Le difficoltà non si sono però arrestate: un soggetto (che ritengo aver agito in mala fede) ha presentato Opposizione al marchio non appena la sua domanda è stata pubblicata nel 2017. La motivazione dell’opposizione era che il marchio Supreme fosse troppo simile al proprio marchio registrato “势拼SUPREME EST. 1994 NYC”. È evidente che tale registrazione anteriore fosse del tutto abusiva e diretta vantare un’origine americana sin da 1994. In primo grado il CTMO ha ritenuto che i marchi fossero simili, e a causa di ciò Chapter 4 ha perso il procedimento di opposizione e si è trovata a depositare una richiesta di riesame della decisione di opposizione presso il TRAB (organo di appello amministrativo) e ha finalmente è riuscita fa riconoscere il proprio legittimo diritto al marchio. Il marchio è stato finalmente registrato nel gennaio 2020. Da questo momento è stato possibile procedere con la difesa dalle varie forme di contraffazione, soprattutto perpetrate dai c.d. “Legal Fake” di origine italiana. Il ricorso alla polizia amministrativa (AIC) è stato pienamente efficace: i funzionari dell’AIC competenti per i vari territori hanno intrapreso operazioni di sequestro in larga scala e ordinato la chiusura dei negozi in città come Suzhou, Nanjing, Kunming, Hainan, ecc. In circa due mesi sono stati chiusi più di 40 punti vendita falsi, compresi i due più noti shop di Shanghai (foto).
La Cina ha dato prova di serietà nel rispetto delle privative, una volta registrate.
Spesso la vera difficoltà in Cina è quella di raggiungere la concessione e di superare tutti gli ostacoli posti da soggetti che mirano solo ad abusare del garantismo procedurale degli organi amministrativi di esame, fenomeno comunque diffuso in molti paesi, anche in Europa.
