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Intergruppo contro la contraffazione e Commissione d’inchiesta della XVII Legislatura: come si tutela la proprietà intellettuale in Parlamento.

A cura di Fb & Associati

Non sempre è immediato comprendere come lavori un intergruppo parlamentare in Italia, sia perché la loro storia è relativamente recente, sia perché non hanno alcun tipo di potere formale o obblighi specifici di pubblicità dei propri lavori.

Così, se sappiamo che in Parlamento esiste un intergruppo che coinvolge Deputati e Senatori di tutte le aree politiche, non è sempre chiaro se questo intergruppo si stia realmente comportando come tale. Ovvero, se promuova le proprie issue attraverso un’attività parlamentare che raccoglie, fin da subito, un consenso oltre i rigidi confini dei vari gruppi politici.

Pertanto, per poter analizzare l’intergruppo contro la contraffazione, si è deciso di analizzare le cofirme apposte ad alcuni dei provvedimenti (specificamente proposte di legge) presentati nel corso di questa legislatura sul tema del diritto d’autore e della contraffazione.

Se l’intergruppo si comportasse come tale, sebbene il ristretto campo di analisi alle sole proposte di legge, si dovrebbe comunque notare che fra i cofirmatari vi siano membri dell’intergruppo, appartenenti ad altri gruppi politici, rispetto a quello del presentatore. Se così non fosse, allora significherebbe che non è stata la logica bipartisan e aperta, che contraddistingue gli intergruppi, a prevalere, bensì quella dell’appartenenza politica, inficiando, inevitabilmente, sull’influenza stessa dell’intergruppo.

Delle dieci proposte di legge esaminate, tutte di iniziativa parlamentare, risulta che non vi siano mai firme di membri dell’intergruppo contro la contraffazione che appartengano ad un gruppo politico diverso rispetto a quello del presentatore.

Se vi è un solo caso in cui presentatore e cofirmatari, almeno uno, sono membri dell’intergruppo – si tratta della proposta dell’On. Paxia (M5S) di istituzione del marchio 100% Made in Italy –, mentre, su quattro proposte risulta esservi una sola firma, quella del presentatore, che non è neanche membro dell’intergruppo.

In altri tre DDL, invece, il primo firmatario non è membro dell’intergruppo ma alcuni dei suoi cofirmatari lo sono. Ma anche in questo caso, vale ricordarlo, i cofirmatari sono dello stesso gruppo parlamentare del presentatore, e perciò risulta difficile che non abbiano apposto la propria firma principalmente per appartenenza politica. Infine, due sono i casi in cui né il presentatore ne’ i cofirmatari, sono membri dell’intergruppo.

In calce una nota sull’oggetto ed i presentatori di ogni proposta presa in esame.

Quello che si evince in maniera abbastanza chiara da questa sintetica lettura, è che l’intergruppo contro la contraffazione non sembra sostenersi vicendevolmente sulle proposte di legge in Parlamento e la materia, così ampia, che spazia dalla tutela del copyright, al diritto d’autore e connessi, ai marchi, brevetti e le varie denominazioni dei prodotti agroalimentari, è trattata in maniera indipendente dai vari Parlamentari, che presentano proposte o con pochi firmatari o con l’appoggio del gruppo di appartenenza e quindi non sempre, forse, in grado di travalicare gli stretti confini politici dei gruppi, come la complessità e la sensibilità della questione richiederebbero.

Inoltre, lo stesso intergruppo non pubblicizza l’iniziativa di eventi od incontri sul proprio sito, sottolineando come la sua attività sia ancora abbastanza modesta e scarsamente articolata.

Un ultimo aspetto vale la pena sia messo in evidenza.

Nella scorsa legislatura era stata istituita presso la Camera dei Deputati una Commissione parlamentare apposita per la contraffazione, presieduta dall’On. Catania di Centro Democratico, in precedenza Ministro dell’Agricoltura con il Governo Monti.

Questa Commissione, al termine della propria attività, aveva approvato una serie di documenti e proposte che spaziavano dalla contraffazione agroalimentare, a quella nel settore del tessile e farmaceutico, alla tutela online e alla promozione e valorizzazione internazionale.

La relazione conclusiva della Commissione ha poi generato una viva discussione parlamentare che ha portato ad atti di indirizzo, controllo e proposte di legge. Soprattutto essa si configurava come la sede istituzionale in cui far confluire quegli aspetti trasversali tipici del contrasto alla contraffazione, che hanno, cioè, un profilo sia giuridico ma anche industriale e di promozione del Sistema Paese.

In un momento come questo, quando, quasi superfluo dirlo, diversi fattori mettono a rischio l’efficace tutela della proprietà intellettuale, del marchio e del valore stesso del prodotto, forse una Commissione d’inchiesta potrebbe risultare un utile presidio per il dibattito, il confronto e un maggiore sensibilizzazione del Governo su questi temi.

 

Di seguito le proposte di legge analizzate, divise secondo: presentatore e cofirmatari.

1) Presentatore e cofirmatari membri dell’intergruppo

AC 1011 presentato dall’On. Paxia del Movimento 5 Stelle il 26 luglio 2018. Il provvedimento dispone l’adozione di un testo unico delle leggi in materia di tutela dei prodotti nazionali e l’istituzione del marchio 100% Made in Italy.  Gli unici cofirmatari del provvedimento che sono anche membri dell’intergruppo, sono gli Onorevoli Cantone (M5S) e Licatini (M5S). Entrambi, come l’On. Paxia e gli altri cofirmatari, esponenti del Movimento 5 Stelle.

2) Nessuna cofirma e presentatore non membro dell’intergruppo

AS 1721 presentato recentemente dal Sen. Zanda (PD) sulla tutela del diritto d’autore, non ha ricevuto alcuna cofirma e lo stesso Sen. Zanda non è membro dell’intergruppo.

AC 1214 presentato a settembre 2018 dall’On. Bignami (FdI) sulla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di prodotti agroalimentari non presenta altre firme se non quella dell’On. Bignami, il quale non è membro dell’intergruppo.

AC 992 presentato a luglio 2018 dall’On. Cenni (PD), volto ad istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Anche in questo caso, l’On. Cenni non risulta come membro dell’intergruppo e il suo provvedimento non ha altri cofirmatari.

AC 160 presentato a giugno 2018 dall’On. Russo (FI) di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite nei settori della produzione e del commercio, con particolare riferimento alla contraffazione dei prodotti e dei marchi italiani, non ha avuto altre firme e lo stesso presentatore non è membro dell’intergruppo.

 

3) Presentatore non membro dell’intergruppo e cofirmatari membri dell’intergruppo

AC 2188 presentato ad ottobre 2019 dall’On. Capitanio (Lega) sulla tutela del diritto d’autore, è stato cofirmato dai suoi colleghi della Lega, fra cui l’On. Murelli, unica anche membro dell’intergruppo.

AS 283 presentato ad aprile 2018 dalla Sen. Fattori (Misto, ex M5S) sui reati agroalimentari, ha come cofirmatari i precedenti colleghi di partito del M5S, fra cui il Senatore Pisani, anche membro dell’intergruppo.

L’On. Cenni, poche settimane dopo il voto del 4 marzo 2018, presentava la proposta AC 511, sul contrasto al fenomeno della contraffazione e delega al Governo per la disciplina delle filiere etiche di produzione, importazione e distribuzione. In questo caso gli Onorevoli Zardini (PD), Di Maio (IV ma a quel tempo nel PD) e Ungaro (come il collega Di Maio, ora è in IV ma in quel momento nel PD) erano cofirmatari anche membri dell’intergruppo.

 

4) Presentatore e cofirmatari non membri dell’intergruppo

AS 603 presentato dalla Sen. De Petris (Leu) a ottobre 2018, di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, dell’agropirateria e della violazione delle normative concernenti il commercio interno ed internazionale dei prodotti agroalimentari e del mare. In questo caso i cofirmatari sono tutti provenienti dal Gruppo Misto, di cui al Senato fa parte LeU e nessuno di loro risulta anche membro dell’intergruppo.

AC 180 presentato a fine marzo 2018 dagli Onorevoli Gallinella e Gagnarli (M5S) in materia di contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, ha ricevuto l’unica altra firma da parte dell’On. Parentela (M5S), come i presentatori non membro dell’intergruppo.

 

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