La minaccia della contraffazione

E-mail Stampa PDF
L'arcipelago della contraffazione

Il fenomeno della contraffazione si presenta come un insieme complesso di violazioni a leggi, norme, regolamenti, vincoli contrattuali che regolano i diritti di proprietà intellettuale e di sfruttamento commerciale di prodotti di ogni genere; esso ha più l'aspetto di un intricato "arcipelago" la cui navigazione è ricca di insidie che non di un territorio omogeneo i cui confini sono immediatamente evidenti.

Al centro di questo arcipelago, esistono due realtà particolarmente massicce:

  •  le merci contraffatte, cioè quelle merci che recano ILLECITAMENTE un marchio identico ad un marchio registrato ("Counterfeit trademark goods" secondo la definizione data dal WTO negli accordi TRIPS)
  • le merci usurpative, cioè quelle merci che costituiscono riproduzioni illecite di prodotti coperti da copyright, modelli o disegni ("Pirated copyright goods")

Attorno a queste due tipologie predominanti, esiste un arcipelago grigio di vari fenomeni illeciti, o al limite del lecito, che costituiscono un habitat favorevole alla contraffazione, alla pirateria e a ogni altra attività criminale ad esse connessa.

Fra questi si possono menzionare: sovrapproduzioni illegittime approntate da licenziatari di produzione infedeli e da questi smerciate, con o senza il marchio originale, ma comunque in violazione del contratto di licenza; produzioni destinate contrattualmente a specifiche aree geografiche, ma dirottate da licenziatari commerciali infedeli fuori dalle zone di loro pertinenza; prodotti che, senza violare direttamente marchi o modelli, ne imitano in maniera tendenziosa e confusiva l'aspetto.


Perché la contraffazione ha avuto uno sviluppo così forte ultimamente


Contraffazione e pirateria sono divenuti nel corso degli anni un problema crescente per la società civile per una serie di motivi diversi:

  • sono un'attività criminale in cui alti guadagni corrispondono a bassi rischi
  • lo sviluppo della tecnologia informatica e digitale ha reso estremamente facile e poco costosa la riproduzione abusiva di marchi, forme e, nel caso di supporti audiovisivi e multimediali, gli stessi contenuti
  • la tendenza alla globalizzazione del commercio ha spalancato ai contraffattori nuovi mercati
  • l'avvento del commercio elettronico, separando fisicamente il venditore dall'acquirente ha moltiplicato le possibilità di abusi

Contraffazione, un inganno che si autoalimenta


La contraffazione non è un fenomeno nuovo: sin dal tempo degli antichi egizi, per non parlare degli antichi romani, sono stati trovati vasi ed altri manufatti con sigilli contraffatti o falsificati. Quello che è diverso oggi è la scala planetaria in cui si svolge e gli effetti che può avere in termini di danni per le aziende contraffatte, pericoli per il consumatore e attentati ai principi della società civile nel mondo.

I disastri prodotti dalla contraffazione sono l'esatto opposto dei benefici prodotti dalla sana concorrenza, in cui i produttori competono l'uno contro l'altro per il favore del consumatore sulla base della qualità e del prezzo. Lo scopo del contraffattore invece è quello di realizzare guadagni attraverso l'inganno, assumendo fraudolentemente l'identità di un produttore famoso ed affidabile, in modo da evitare gli investimenti necessari per creare prodotti autenticamente di buona qualità.

Il contraffattore non ha nessun interesse ad investire:

  • nella buona qualità dei materiali impiegati
  • nei sistemi di controllo qualità degli oggetti prodotti
  • nella ricerca e sviluppo volta alla continua innovazione
  • nello sviluppo di tecniche di comunicazione e vendita volte a proporre i propri prodotti

Egli ha così costi molti più bassi del produttore originale, la cui principale preoccupazione è quella di conquistarsi e mantenere una solida fama legata alla buona qualità dei propri prodotti.

Il contraffattore sarebbe dunque nella posizione di vendere la propria produzione a prezzi molto più bassi rispetto al produttore originale; nella maggior parte dei casi tuttavia, egli tenderà a confondersi con il prodotto originale anche nel prezzo, massimizzando il proprio profitto parassitariamente, attraverso risparmi effettuati non solo sui costi materiali del prodotto, ma anche su quelli del lavoro, con la totale evasione di ogni spesa previdenziale e contributiva a favore dei propri dipendenti nonché di ogni imposizione fiscale.

Può anche capitare che articoli contraffatti siano venduti a prezzi molto più bassi di quelli autentici, o, al contrario, che esistano prodotti di imitazione la cui qualità si avvicina a quella degli originali; in linea di massima però, la bellissima borsetta firmata o il famoso orologio "d'occasione", che vengono venduti a qualche centinaio di migliaia di lire, ne valgono poche decine, per non parlare dei prodotti tecnici, come i pezzi di ricambio o i medicinali, che sono di una qualità così scarsa da poter rappresentare un pericolo mortale per chi li usa.

E' da ingenui pensare che i contraffattori agiscano nell'interesse dei consumatori, quando mettono in commercio prodotti "firmati" che a prezzi normali sarebbero inavvicinabili: la realtà è che benessere, soddisfazione e sicurezza del consumatore sono l'ultima delle preoccupazioni del contraffattore.
Fin dal lontano 1987, la rivista "California Business" ebbe modo di segnalare un'inchiesta giudiziaria relativa al commercio di ricambi per motori d'aereo contraffatti, da cui risultava che essi non rispondevano alle norme costruttive di sicurezza stabilite dalle autorità americane. Un rapido giro del mondo ha segnalato, tanto in paesi in via di sviluppo, come la Nigeria, il Kenya, la Siria e altri, quanto in paesi altamente industrializzati come la Gran Bretagna, gli Usa, il Canada, la Spagna, la Germania, la Francia e naturalmente l'Italia, un gran numero di produzioni contraffatte che vanno dalle pastiglie dei freni per automobili e veicoli industriali, agli utensili per bricolage, dalle prese elettriche ai detersivi, dagli insetticidi ai filtri dell'aria o dell'olio per motori a scoppio.

Caratteristica comune di tutte queste produzioni è il prezzo lievemente più basso sul mercato all'ingrosso, che invita intermediari commerciali disonesti e senza scrupoli a speculare sulla differenza di prezzo, la somiglianza perfetta o quasi della confezione, che trae in inganno il consumatore anche quando vi si soffermi, e la totale inadeguatezza a qualsiasi norma di sicurezza.


Il cancro della contraffazione


Paragonare la contraffazione a una malattia terribile e non acora domata come il cancro può sembrare un puro espediente retorico utile sopratutto a drammatizzare il fenomeno nell'interesse delle imprese che sono, apparentemente le prime ad esserne danneggiate. In realtà la contraffazione, che alcuni si ostinano a considerare un trascurabile fenomeno di "microcriminalità" più folcloristica che preoccupante, ha proprio le caratteristiche di un cancro che aggredisce la società nel suo insieme e che per questo motivo va affrontato strutturalmente ai massimi livelli d'intervento.

La realtà che la contraffazione rappresenta è infatti, in ordine di gravità crescente:
a) un furto per le imprese colpite;
b) un danno per lo Stato;
c) un crimine contro la società civile
.

(a) Nei confronti dell'impresa che vede i propri prodotti oggetto di contraffazione c'è con tutta evidenza un reato di furto, ben più grave di una semplice appropriazione indebita. Furto del valore di un marchio, faticosamente acquisito in decenni di lavoro, furto della reputazione di una Casa, della ricerca, della creatività e della comunicazione che stanno alla base del successo di un prodotto. Il contraffattore ruba profitti e lavoro a chi lavora nella qualità e per la qualità, a chi vende qualità. Negli anni '80 molte delle Case vittime della contraffazione amavano sostenere che la contraffazione non era altro che una conferma del successo. Questo è un autogol. Ora che il fenomeno ha assunto proporzioni enormemente più preoccupanti, pochi sostengono ancora tesi così trionfalistiche e arroganti. La contraffazione comporta danni gravi e può condurre all'insuccesso: l'originalità creativa viene usurpata dal contraffattore, lo stile deteriorato, la distribuzione sputtanata. Infine, e soprattutto, il cliente viene tradito.

(b) Il danno per lo Stato e la collettività è innanzitutto un danno economico diretto. Di fronte a un giro d'affari, che le stime di Indicam calcolano in 4-6 miliardi di Euro per il solo 2001 nella sola Italia, c'è un'evasione fiscale e contributiva totale. A queste perdite economiche dirette si sommano voci indirette: costi sociali (la totale assenza di sicurezza sul lavoro) e di ordine pubblico, nonché quelli d'immagine per il Sistema Italia. E questi ultimi sono in realtà monetariamente molto concreti: il fatto che l'Italia sia uno dei principali centri produttivi e distributivi della contraffazione non favorisce gli investimenti delle imprese estere nel nostro paese e ci espone a dure sanzioni commerciali da parte dei nostri più importanti partners commerciali; nello stesso tempo, allunga l'ombra del dubbio o del sospetto sul "Made in Italy" legittimamente esportato.

(c) Per quanto riguarda la società civile, le parole che bastano ad illustrare i danni non abbisognano di lunghi giri di frase, ma il conto è pesante: sfruttamento del lavoro nero; complicità forzata richiesta a chi lavora, a qualsiasi livello, nella contraffazione e sua conseguente ricattabilità; produzione di denaro "in nero" e, simmetricamente, riciclaggio di denaro sporco; in definitiva connessioni non occasionali fra mondo della contraffazione e criminalità organizzata.
E' quest'ultimo aspetto che va sottolineato in particolare: la contraffazione rappresenta per la criminalità organizzata una remunerativa area di investimento al pari della produzione e dello spaccio di droga, della gestione della prostituzione e del gioco d'azzardo, del controllo dell'immigrazione clandestina e del lavoro nero; non solo, ma a prescindere dalle ovvie "sinergie" fra alcune di queste attività, la contraffazione ha, dal punto di vista della malavita, di essere considerata con particolare indulgenza dall'opinione pubblica e, talvolta, dalla Magistratura stessa.
Questo fa sì che la contraffazione sia per la criminalità organizzata un "investimento" più sicuro e meno rischioso, e perciò tanto più pericoloso.

Documento PDF

 

News!!!

Conoscere i giovani: consumatori e influencer

INDICAM ha condotto uno studio su 400 giovani studenti milanesi per indagare il loro rapporto con la contraffazione in termini sia di consapevolezza del fenomeno sia di abitudini d’acquisto di prodotti falsi. I giovani, il cui coinvolgimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, hanno preso parte alla Giornata per la Legalità organizzata da Confcommercio.

La ricerca ha portato a risultati di notevole rilevanza, che pongono l’accento sulla necessità di colmare le lacune degli adolescenti circa le ombre che si nascondo dietro al mercato del falso ed orientarli ad un acquisto legale tutelando loro stessi e rifiutando di alimentare la criminalità organizzata. Per una lettura sintetica dei risultati è disponibile l'abstract

Read more text
 
IPKEY
Le attività condotte da IPKey contribuiscono allo sviluppo di un quadro sull’IP in Cina sempre più efficace, equo e trasparente, che avvantaggia le industrie che operano nel Paese, siano esse europee o cinesi. Per chiunque fosse interessato agli sviluppi in tema IP a livello UE e cinese, il sito IPKey fornisce una risorsa online gratuita: un database contenente oltre 2,000 riferimenti bilingue, con aggiornamenti regolari su leggi cinesi ed europee, oltre a legislazioni secondarie. Qui il link al sito IPKey in cui trovate ulteriori contenuti.

 
UNODC - Video 'Look Behind'

Le merci contraffatte generano un giro di oltre 250 miliardi di dollari all'anno alle imprese criminali e il loro acquisto può direttamente finanziare numerose attività. Guarda il video al link http://youtu.be/zhIY1ZtdbsQ